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Come funziona un interpello

Come funziona un interpello: La nuova frontiera delle supplenze (addio MAD)

Fino a poco tempo fa, quando un aspirante docente voleva proporsi liberamente a una scuola, inviava la famosa MAD (Messa a Disposizione). Oggi, le regole del gioco sono cambiate. Con le recenti normative ministeriali, le MAD sono andate in pensione per fare spazio a un sistema più tracciabile e trasparente: l’Interpello (o Avviso Pubblico).

Ma cos’è esattamente un interpello e come bisogna muoversi per non perdere un’opportunità di lavoro? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è l’interpello?

L’interpello è un vero e proprio avviso pubblico di ricerca di personale. Viene pubblicato da una scuola quando si trova nella necessità di coprire una cattedra vacante (per una supplenza breve o lunga) ma ha già esaurito tutte le proprie Graduatorie d’Istituto e anche quelle delle scuole vicine. Invece di ricevere candidature spontanee (come avveniva con le MAD), ora è la scuola stessa a “bussare alla porta” del web dicendo: “Abbiamo bisogno di un docente di Matematica, chi è disponibile?”.

Dove si trovano gli interpelli?

La ricerca degli interpelli richiede un po’ di proattività da parte dell’aspirante docente. Gli avvisi vengono pubblicati su due canali principali:

  1. Il sito web della singola scuola (generalmente nella sezione “Albo Pretorio” o in una sezione dedicata alle supplenze in home page).
  2. Il sito dell’Ufficio Scolastico Territoriale (UST) della provincia di riferimento, che spesso raccoglie e rilancia gli avvisi di tutte le scuole del territorio per dare loro maggiore visibilità.

Chi può rispondere a un interpello?

In linea di massima, possono rispondere agli interpelli tutti coloro che sono in possesso dei titoli necessari per insegnare quella specifica materia (laurea, diploma ITP, CFU richiesti). Tuttavia, ci sono delle gerarchie e dei paletti rigorosi stabiliti dal Ministero:

  • La priorità: Le scuole daranno sempre la precedenza ai candidati in possesso di abilitazione per la materia richiesta o, nel caso del sostegno, del titolo di specializzazione. Solo in assenza di candidati abilitati/specializzati si passerà a valutare chi possiede solo il titolo di studio.
  • I divieti: Di norma, non può rispondere a un interpello chi ha già firmato un contratto a tempo determinato o chi è già stato destinatario di una proposta di assunzione dalle GPS. Inoltre, le regole recenti spesso vietano a chi è già inserito nelle GPS per una certa classe di concorso di rispondere agli interpelli per quella stessa classe di concorso, ma le disposizioni possono variare, quindi è sempre fondamentale leggere attentamente il bando.

Come candidarsi e come avviene la selezione

Ogni interpello contiene istruzioni precise: indica entro quale data presentare la candidatura, quale modulo compilare e a quale indirizzo email o PEC inviare i documenti (solitamente il CV e un’autocertificazione dei titoli). Una volta scaduto il termine, la scuola raccoglie le candidature, valuta i titoli dichiarati e stila una rapida graduatoria interna per assegnare l’incarico al candidato con il profilo migliore.

In sintesi, l’interpello richiede di essere attivi, veloci e di monitorare costantemente i siti istituzionali. È la vera e propria “ultima chiamata” del sistema scolastico, ma per molti rappresenta la prima, grande opportunità di entrare in classe.