Il sostegno è il settore nel quale il precariato assume il peso maggiore nelle scuole di Firenze e provincia. Secondo i dati attribuiti alla FLC CGIL Firenze, per l’anno scolastico 2026/27 risultano 1.456 posti stabili e 2.200 posti in deroga: su 3.656 posti complessivi, il 60% sarebbe quindi affidato a personale precario e il 40% a docenti di ruolo.
Il dato deve essere letto come un quadro territoriale di fonte sindacale, non come un valore nazionale. Le fonti descrivono inoltre una situazione ancora in evoluzione: mentre una ricostruzione indica oltre 3.100 supplenti da individuare nella prima tornata di nomine, un’altra precisa che i dati ufficiali complessivi sui docenti non erano ancora disponibili.
In breve
- Nel territorio fiorentino sono indicati 2.200 posti di sostegno in deroga, il 16% in più rispetto all’anno precedente.
- I posti stabili di sostegno sono 1.456, per un totale di 3.656 posti.
- Secondo i dati sindacali, il 60% dei posti di sostegno è affidato a personale precario e il 40% a docenti di ruolo.
- Firenze e provincia avrebbero oltre 3.100 supplenti ancora da individuare nella prima tornata di nomine.
- Gli studenti sono quasi 112.000, 2.356 in meno rispetto all’anno precedente, mentre le classi diminuiscono di 53 unità.
- Le fonti non forniscono la distribuzione delle disponibilità per singola classe di concorso, scuola o procedura di reclutamento.
Il quadro della scuola a Firenze nell’anno scolastico 2026/27
Le scuole del territorio fiorentino passano da 106 a 104. Gli studenti saranno quasi 112.000, con una riduzione di 2.356 unità rispetto all’anno precedente. La contrazione interessa soprattutto la scuola primaria, con 829 studenti in meno, e la secondaria di primo grado, con una diminuzione di 859 studenti.
Alla riduzione della popolazione scolastica si accompagna quella delle classi: secondo la FLC CGIL Firenze, a settembre saranno attive 53 classi in meno. Il sindacato sostiene che mantenere invariato il numero delle classi avrebbe permesso di ridurre il numero di alunni per classe.
La riduzione ha avuto effetti anche sul personale già assunto: 55 docenti di ruolo sono risultati in soprannumero e sono stati ricollocati in una scuola diversa dalla propria. Il numero di docenti indicato come necessario per garantire tutte le ore di lezione rimane invece stabile a 10.086, mentre i posti di potenziamento diminuiscono di circa 30 unità.
Supplenze: oltre 3.100 docenti da individuare nella prima tornata
Una delle ricostruzioni disponibili indica che, nella prima tornata di nomine, restavano da individuare oltre 3.100 supplenti. La stima finale della FLC CGIL Firenze colloca il personale precario tra il 30% e il 33% del totale dei docenti di Firenze e provincia.
Questi numeri segnalano un ricorso consistente al lavoro a termine, ma non permettono di stabilire dove si concentreranno concretamente gli incarichi. Le fonti non riportano infatti disponibilità dettagliate per classe di concorso, istituzione scolastica o durata del contratto.
Anche i dati sulle immissioni in ruolo sono presentati come elaborazioni sindacali. Nelle scuole fiorentine sarebbero entrati in ruolo circa 620 docenti, a fronte di circa 750 posti destinati alle assunzioni. Di questi 620 ingressi, circa 280 riguarderebbero la primaria, 160 le scuole superiori e i restanti posti sarebbero distribuiti tra infanzia, secondaria di primo grado e sostegno.
Sostegno: 2.200 posti in deroga e precariato al 60%
Il sostegno rappresenta il punto più critico del quadro fiorentino. A fronte di 1.456 posti stabili, sono stati attivati 2.200 posti in deroga, il 16% in più rispetto all’anno precedente. Il totale è quindi di 3.656 posti, dei quali il 60% affidato a personale precario.
La distribuzione indicativa dei supplenti vede circa 800 posti negli istituti superiori, oltre 700 nella primaria, più di 550 nella secondaria di primo grado e quasi 200 nell’infanzia.
In provincia di Firenze gli alunni con disabilità sono circa 4.880. Secondo la fonte, il fabbisogno comunicato dalle scuole risulta integralmente coperto. La copertura quantitativa, tuttavia, coesiste con un’elevata incidenza di contratti non stabili.
L’Ufficio scolastico regionale, secondo quanto riportato, ha evidenziato che in Toscana i posti di sostegno di ruolo sono aumentati di 124 unità negli ultimi tre anni. Ha inoltre riconosciuto come auspicabile la trasformazione definitiva dei 2.200 posti in deroga, compatibilmente con le risorse disponibili.
Perché il dato è rilevante per i docenti precari
Per chi cerca un incarico a Firenze, soprattutto sul sostegno, i dati mostrano un territorio nel quale una parte consistente dei posti continua a essere coperta con personale precario. Non consentono però di ricavare automaticamente la probabilità di nomina di un singolo aspirante.
Per una valutazione individuale mancano elementi essenziali: la distribuzione puntuale dei posti, le graduatorie coinvolte, le posizioni degli aspiranti, le specializzazioni richieste, la durata degli incarichi e il calendario completo delle procedure. Le stime territoriali devono quindi essere tenute separate dalle effettive disponibilità pubblicate nelle singole fasi di reclutamento.
Continuità didattica e condizioni di lavoro
I sindacati collegano l’elevato ricorso ai supplenti al problema della continuità didattica per gli studenti con disabilità. Le fonti sottolineano che il rapporto di fiducia tra docente, studente e famiglia richiede tempo e può essere compromesso dalla rotazione annuale degli insegnanti.
Una testimonianza raccolta da La Nazione descrive anche l’impatto personale della precarietà. Luisa Salvestroni, insegnante di sostegno da otto anni, racconta di avere avuto, nella fase iniziale, anche 30 incarichi in un anno e, dopo l’ingresso in graduatoria, di aver cambiato una scuola superiore ogni anno. La docente collega l’incertezza alla difficoltà di programmare scelte, progetti e spese personali.
La stessa testimonianza evidenzia inoltre le conseguenze educative della rotazione: il cambiamento dell’insegnante può costringere lo studente a ricostruire ogni volta il rapporto di fiducia e la progettualità didattica.
Conferma del supplente di sostegno: posizioni sindacali diverse
Una delle fonti riferisce che, dall’anno scolastico 2024/25, le famiglie possono chiedere la conferma del supplente che ha seguito il figlio nell’anno precedente. Sul punto emergono valutazioni sindacali differenti.
La CGIL contesta il provvedimento perché lo ritiene contrario ai criteri delle graduatorie pubbliche. La CISL evidenzia invece che la maggior parte delle richieste sarebbe stata accolta, favorendo una maggiore continuità. Le fonti non forniscono dati numerici completi sulle richieste presentate e sui relativi esiti nel territorio fiorentino.
Il costo della vita e le rinunce in Toscana
Il quadro regionale comprende anche il tema della sostenibilità economica della mobilità. Secondo dati attribuiti alla FLC CGIL, circa 300 docenti assegnatari di un posto di ruolo avrebbero rinunciato alla sede in Toscana a causa del costo della vita e, in particolare, degli affitti.
Si tratta di una stima sindacale riferita alla Toscana e non soltanto a Firenze. Le fonti non specificano la distribuzione provinciale delle rinunce né i profili o gli insegnamenti interessati.
Cosa può fare concretamente un aspirante
- Leggere i dati come indicatori territoriali: i 2.200 posti in deroga e gli oltre 3.100 supplenti da individuare descrivono il quadro di Firenze e provincia, ma non una disponibilità individuale già attribuibile.
- Distinguere sostegno e posti complessivi: il dato del 60% di precari riguarda specificamente i 3.656 posti di sostegno, mentre la stima del 30-33% riguarda il totale dei docenti del territorio.
- Attendere i dettagli delle procedure: le fonti non indicano classi di concorso, singole scuole, scadenze o calendari completi dai quali ricavare un’azione immediata.
- Valutare anche la sostenibilità territoriale: per chi considera un incarico in Toscana, le fonti segnalano il costo della vita e degli affitti come elementi che avrebbero inciso su circa 300 rinunce a posti di ruolo nella regione.
Che cosa sappiamo e che cosa resta da chiarire
Dati disponibili
- Il quadro riguarda Firenze e provincia, salvo il dato sulle circa 300 rinunce, riferito alla Toscana.
- Le stime sul sostegno indicano 1.456 posti stabili e 2.200 in deroga.
- Il fabbisogno comunicato dalle scuole per circa 4.880 alunni con disabilità risulta coperto.
- La FLC CGIL stima un’incidenza complessiva del precariato docente tra il 30% e il 33%.
Aspetti ancora incerti
- Non sono disponibili nelle fonti dati ufficiali completi e definitivi sull’intero organico docente.
- Non è indicata la distribuzione delle disponibilità per classe di concorso e singola scuola.
- Non è possibile determinare quanti dei posti indicati produrranno incarichi per specifiche graduatorie o procedure.
- Non sono precisati i profili e i territori delle circa 300 rinunce segnalate in Toscana.
- Non sono forniti dati completi sulle richieste di conferma dei supplenti di sostegno e sui relativi esiti.
Domande frequenti
I 2.200 posti in deroga riguardano tutta la Toscana?
No. Le fonti riferiscono questo dato al territorio fiorentino.
Quanti sono complessivamente i posti di sostegno a Firenze?
Sono indicati 3.656 posti: 1.456 stabili e 2.200 in deroga.
Il 60% di precari riguarda tutti i docenti?
No. Il 60% riguarda i posti di sostegno. Per il totale dei docenti di Firenze e provincia, la stima sindacale è compresa tra il 30% e il 33%.
Questi dati garantiscono nuove supplenze?
No. Segnalano un elevato ricorso al personale a termine, ma non specificano classi di concorso, graduatorie, scuole o durata degli incarichi.
Quanti supplenti restavano da individuare?
Una delle fonti indica oltre 3.100 docenti da individuare nella prima tornata di nomine.
Il fabbisogno di sostegno risulta scoperto?
Secondo la fonte, il fabbisogno comunicato dalle scuole per circa 4.880 alunni con disabilità risulta integralmente coperto.
Quante classi sono state ridotte?
La FLC CGIL Firenze indica 53 classi in meno nell’anno scolastico 2026/27.
Perché alcuni docenti avrebbero rinunciato al ruolo in Toscana?
Secondo la stima sindacale, circa 300 assegnatari avrebbero rinunciato a causa del costo della vita e in particolare degli affitti. Le fonti non forniscono ulteriori dettagli territoriali.

