Le immissioni in ruolo sul sostegno per l’anno scolastico 2026/2027 si sono chiuse lasciando senza docente a tempo indeterminato 3.580 degli 11.082 posti autorizzati. Secondo i dati disponibili a fine agosto riportati da ItaliaOggi e ripresi da Scuolainforma, i posti coperti attraverso i diversi canali di reclutamento sono stati 7.502.
Il dato è rilevante per i docenti precari perché la fase delle assunzioni precede e condiziona quella delle supplenze. Non permette, tuttavia, di concludere che tutti i 3.580 posti siano immediatamente disponibili per uno specifico aspirante: alle cattedre non coperte con assunzioni a tempo indeterminato si affiancano infatti i posti in deroga, collocati nell’organico di fatto e sottoposti prima alle operazioni riguardanti il personale di ruolo.
In breve
- Per il sostegno erano stati autorizzati 11.082 posti a tempo indeterminato per il 2026/2027.
- A fine agosto risultavano coperti 7.502 posti, mentre 3.580 erano rimasti senza docente di ruolo.
- Lombardia e Veneto concentrano oltre l’85% delle cattedre non coperte: rispettivamente 2.350 e 723.
- Dei 3.580 posti scoperti, 3.578 riguardano la scuola primaria.
- I posti in deroga appartengono all’organico di fatto e non devono essere sommati automaticamente ai posti di ruolo rimasti scoperti.
- I posti in deroga residui dopo utilizzazioni e assegnazioni provvisorie possono essere attribuiti tramite procedura informatizzata dalle GPS, le Graduatorie provinciali per le supplenze, fino al termine delle attività didattiche.
Assunzioni sul sostegno 2026/27: i dati nazionali
Il punto di partenza è il contingente di 11.082 posti autorizzati per la copertura a tempo indeterminato del sostegno nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. A fine agosto, 7.502 risultavano assegnati attraverso i diversi canali indicati dalla fonte: graduatorie ad esaurimento, graduatorie di merito, graduatorie provinciali e minicall.
Restavano quindi 3.580 cattedre senza docente di ruolo. Il quadro non è distribuito uniformemente: la mancata copertura si concentra soprattutto in alcune regioni settentrionali e quasi interamente nella scuola primaria.
La geografia dei posti di ruolo rimasti scoperti
In Lombardia risultavano non coperti 2.350 posti di sostegno, pari al 52% dei posti autorizzati nel territorio. In Veneto i posti scoperti erano 723, corrispondenti al 47%. Seguivano la Liguria con il 43% e il Friuli-Venezia Giulia con il 31%.
Lombardia e Veneto, considerate insieme, raccoglievano oltre l’85% delle 3.580 cattedre senza assunzione a tempo indeterminato. Le fonti descrivono invece una copertura pressoché piena nel resto del Paese e la copertura di tutti i posti autorizzati per il ruolo nelle regioni meridionali.
Questo confronto riguarda esclusivamente il contingente autorizzato per le assunzioni. Non significa che nel Mezzogiorno non esistano supplenze o posti in organico di fatto. Il caso del Nord-est della Calabria mostra, al contrario, quanto il ricorso ai contratti a termine possa essere consistente anche in un territorio nel quale i posti autorizzati per il ruolo risultano coperti.
La scuola primaria concentra quasi tutte le scoperture
La seconda frattura riguarda l’ordine di scuola. Dei 3.580 posti rimasti senza docente di ruolo, 3.578 appartengono alla scuola primaria. Secondo i dati riportati, si tratta del 44% delle cattedre di sostegno autorizzate per questo ordine scolastico.
Per gli aspiranti interessati alla primaria, il dato segnala dove si concentra la mancata copertura del contingente di ruolo. Non fornisce però, da solo, l’elenco delle sedi disponibili né stabilisce quali posti resteranno effettivamente assegnabili dopo tutte le operazioni.
Posti scoperti e posti in deroga: perché non sono la stessa cosa
Per leggere correttamente le disponibilità occorre separare almeno due piani. I 3.580 posti sono cattedre comprese nel contingente autorizzato per le assunzioni a tempo indeterminato ma non coperte con personale di ruolo. I posti in deroga, invece, sono posti aggiuntivi istituiti nell’organico di fatto quando i posti dell’organico dell’autonomia non risultano sufficienti rispetto alle esigenze rilevate.
Secondo Orizzonte Scuola, gli Uffici scolastici hanno ricevuto le richieste formulate sulla base delle esigenze manifestate dalle istituzioni scolastiche. I posti aggiuntivi vengono quindi istituiti per regione e provincia.
Poiché appartengono all’organico di fatto, i posti in deroga sono utilizzati prima per utilizzazioni e assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo. Soltanto quelli che restano disponibili possono arrivare alle supplenze. La fonte indica che, quando assegnati a supplenza, vengono attribuiti con procedura informatizzata da GPS fino al termine delle attività didattiche.
Non è quindi corretto sommare automaticamente le 3.580 mancate assunzioni a tutti i posti in deroga pubblicati nei diversi territori. Le due grandezze descrivono categorie differenti e le disponibilità effettive per i precari dipendono dagli esiti delle operazioni precedenti.
Il caso del Nord-est della Calabria
Un’elaborazione locale relativa alle scuole dei 58 comuni della Sibaritide-Pollino aiuta a comprendere la distinzione. Il fabbisogno complessivo indicato è di 1.239 posti equivalenti di sostegno. Di questi, 679, pari al 54,8%, compaiono nel contingente destinato agli incarichi a tempo determinato.
I 679 posti equivalenti comprendono 673 posti interi e 12 spezzoni pari a metà cattedra. Non corrispondono quindi necessariamente a 679 persone o contratti distinti, perché gli spezzoni possono essere accorpati oppure assegnati separatamente.
Quanto alla durata, tre posti equivalenti risultavano disponibili fino al 31 agosto e 676 fino al 30 giugno. Nello stesso territorio, 484 posti, pari al 39,1% del fabbisogno, appartenevano alla dotazione strutturale, mentre 755, pari al 60,9%, derivavano dall’adeguamento alla situazione di fatto.
Il caso locale conferma perché non sia possibile dedurre il volume delle supplenze guardando soltanto alle assunzioni non effettuate: anche un posto in organico di diritto può essere coperto da un supplente se vacante, mentre una parte delle esigenze dell’organico di fatto può essere coperta attraverso operazioni riguardanti il personale di ruolo.
Che cosa significa per docenti specializzati e aspiranti
Il quadro interessa in modo diretto i docenti specializzati sul sostegno, gli aspiranti disponibili a valutare territori diversi e i supplenti senza specializzazione. Le fonti mostrano una forte concentrazione delle mancate assunzioni in Lombardia e Veneto, ma non forniscono un quadro definitivo delle disponibilità residue per ciascuna provincia, scuola o categoria di aspiranti.
I dati territoriali possono quindi essere utilizzati come indicatore generale, non come garanzia di nomina. Per conoscere le opportunità effettive occorre distinguere:
- i posti autorizzati per il ruolo ma non coperti;
- i posti in deroga istituiti nell’organico di fatto;
- i posti già utilizzati per utilizzazioni o assegnazioni provvisorie;
- le disponibilità rimaste per la procedura informatizzata da GPS;
- la durata indicata per ciascun incarico.
La conferma del supplente sul sostegno
Per il 2026/2027 è prevista anche la possibilità di confermare sulla stessa cattedra il supplente che ha lavorato sul posto di sostegno nell’anno precedente. Secondo ItaliaOggi, la procedura è regolata dall’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e dalla relativa nota applicativa.
La conferma richiede la domanda esplicita della famiglia dell’alunno con disabilità, la valutazione positiva della scuola nell’interesse dello studente e il consenso del docente. La fonte precisa che il docente che accetta rinuncia a ogni altra supplenza.
Questo strumento interviene sulla continuità didattica e sul rapporto di lavoro a tempo determinato, ma non trasforma il posto in una cattedra di ruolo e non risolve la carenza di personale stabilizzato.
Cosa deve fare il docente
- Non leggere il dato nazionale come un elenco di nomine disponibili. Le 3.580 cattedre rappresentano posti autorizzati non coperti a tempo indeterminato, non il risultato finale delle supplenze.
- Distinguere la natura del posto. Nei prospetti territoriali occorre verificare se la disponibilità riguarda organico di diritto, organico di fatto o posto in deroga.
- Controllare gli esiti delle operazioni precedenti. Per i posti in deroga, le supplenze riguardano le disponibilità residue dopo utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.
- Verificare la durata dell’incarico indicata negli atti. Le fonti mostrano che posti appartenenti a quadri diversi possono avere scadenza al 31 agosto oppure al termine delle attività didattiche.
- Consultare le pubblicazioni territoriali pertinenti. Il quadro delle deroghe riportato dalla fonte è ancora in aggiornamento e non presenta dati completi per tutte le regioni e province.
Le fonti disponibili non indicano una nuova domanda da presentare né una scadenza operativa generale collegata ai 3.580 posti. Non è quindi possibile ricavare un adempimento immediato valido per tutti gli aspiranti.
Cosa resta da chiarire
- Quale sarà il numero definitivo dei posti rimasti disponibili per le supplenze dopo tutte le operazioni riguardanti il personale di ruolo.
- Come saranno distribuite le disponibilità residue tra province, scuole e ordini scolastici.
- Quale parte dei posti non coperti con le immissioni in ruolo darà luogo a incarichi con scadenza al 31 agosto e quale a incarichi fino al termine delle attività didattiche.
- Quale sarà il quadro completo e aggiornato dei posti in deroga, poiché l’elenco territoriale disponibile risulta ancora in aggiornamento.
- Quali opportunità effettive resteranno per le diverse categorie di aspiranti, compresi i docenti senza specializzazione.
Domande frequenti
I 3.580 posti scoperti sono già tutti disponibili per le supplenze?
No. Il dato riguarda i posti autorizzati per il ruolo ma non coperti a tempo indeterminato. Le fonti non forniscono l’elenco definitivo delle disponibilità residue per le supplenze.
Dove si concentra la mancata copertura delle assunzioni?
Soprattutto in Lombardia, con 2.350 posti scoperti, e in Veneto, con 723. Insieme rappresentano oltre l’85% del totale indicato.
Qual è l’ordine di scuola più interessato?
La scuola primaria: 3.578 dei 3.580 posti rimasti senza docente di ruolo appartengono a questo ordine.
Un posto in deroga coincide con un posto di ruolo non coperto?
No. Il posto in deroga è istituito nell’organico di fatto per rispondere alle esigenze effettive che non trovano copertura nell’organico dell’autonomia.
Come vengono attribuiti i posti in deroga residui?
Secondo la fonte, dopo utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, i posti ancora residui possono essere assegnati tramite procedura informatizzata da GPS fino al termine delle attività didattiche.
Il dato della Calabria contraddice la copertura dei posti di ruolo al Sud?
No. I dati descrivono aspetti diversi: da una parte la copertura del contingente autorizzato per il ruolo, dall’altra il fabbisogno complessivo e il numero di incarichi a tempo determinato in uno specifico territorio.
La conferma del supplente trasforma il posto in una cattedra di ruolo?
No. La conferma mira alla continuità didattica, ma resta riferita a un rapporto a tempo determinato.
È possibile conoscere già la probabilità individuale di ottenere una nomina?
No. Le fonti non riportano graduatorie, posizioni individuali o disponibilità definitive per tutte le province.
Fonti
- ItaliaOggi — Assunzioni sul sostegno, Lombardia e Veneto non tirano
- Scuolainforma — Assunzioni sostegno 2026/27 e supplenze, posti scoperti al Nord
- Orizzonte Scuola Notizie — Posti sostegno in deroga, migliaia anche nel 2026/27
- Eco dello Jonio — Sostegno, il Nord-est della Calabria è appeso alle supplenze

